Attività di Radiologia Complementare

Pubblichiamo quanto ricevuto dalla FEDERAZIONE NAZIONALE

Leggi il documento redatto

Il documento nasce dall’esigenza, manifestata non solo dal gruppo professionale ma anche dalle Amministrazioni che a vario titolo si sono interessate alla materia, di definire in modo chiaro ed inequivocabile, ancorando ogni considerazione al dettato normativo, gli ambiti specifici di intervento ed i rispettivi ruoli e competenze relative all’“attività di radiodiagnostica complementare”, così come definita alla lettera b del comma 1 dell’art. 2 del Dlgs. 26.5.2000 n. 187.


Il documento “Attività di radiodiagnostica complementare”, basandosi su quanto già previsto dalla norma, rende evidente il ruolo imprescindibile e centrale del tecnico sanitario di radiologia medica, quale garante della salute dei pazienti e degli altri operatori sanitari attraverso il rispetto dei principi di radioprotezione – con l’adozione delle tecniche idonee a contenere le esposizioni e ridurre al minimo le dosi - in ausilio diretto al medico chirurgo specialista o all’odontoiatra e veterinario per lo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina, purché contestuali, integrati ed indilazionabili, rispetto all’espletamento della procedura specialistica.


Il documento evidenzia altresì che nello svolgimento delle attività di radiodiagnostica complementare il tecnico sanitario di radiologia medica, non agendo su delega [leggi il documento delega] bensì su competenza statuale riferita alla normativa di esercizio professionale (legge 25/83, D.M. 746/94, legge 42/99, legge 251/2000), non può e non deve mai essere sostituito da altre figure sanitarie.

Pertanto, alla luce di quanto sopra indicato, si sollecitano tutti i Collegi a vigilare sulla corretta applicazione di quanto già previsto dalla norma, nei contesti in cui si svolge attività di radiodiagnostica complementare ed a intraprendere ogni necessario provvedimento, anche in sinergia con l’IPASVI, come già accaduto in altre realtà locali del nostro Paese [leggi la nota congiunta collegio TSRM e IPASVI di Torino] dandone tempestiva comunicazione alla scrivente al fine di massimizzare e coordinare le possibili azioni di intervento presso le sedi opportune.


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